La PEC, anomalia solo italiana, destinata ed un lento ed inesorabile declino…?

La PEC – posta elettronica certificata – ormai è obbligatoria per tuttii professionisti e le imprese ed il suo utilizzo inizia lentamente a diventare abbastanza comune.
Il mio Studio già risparmia molto sui costi di spedizione, non dovendopiù trasmettere le vecchie e costose raccomandate cartacee.
Esiamo tutti felici e contenti.

Ma…
C’è un ma.

Parlando con un’americana di New York della mia giornata di lavoro,quando ho accennato a comunicazioni via PEC, lei mi ha chiesto cosa significasse.
In effetti negli USA, paese più avanzato nel mondo del digitale, non esiste.
Ho fatto una rapida ricerca ed ho scoperto che questo sistema di comunicazione digitale esiste solo in Italia e Tanzania!

Gli effetti della PEC, cioè certificare contenuto della Mail nonché data e ora dell’invio e del recapito, sono facilmente ottenibili con modalità estremamente più semplici e meno farraginose della PEC. Basta una comune mail dotata di certificato denominato s/mime (o simile) che garantisca anche il non ripudio del destinatario.
E senza doversi dotare di un indirizzio e-mail dedicato.
“The rest is for the birds”, come dicono appunto oltreoceano.
Ed in effetti anche l’Europa non riconosce la PEC italiana, che serve solo in Italia e soltanto tra due indirizzi PEC (!)

Ed ecco che in sede di conversione del Decreto, compresa (con ritardo) l’assurdità, si precisa che oltre la PEC si può adottare:
“un analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrità del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilità con analoghi sistemi internazionali”

Ecco.
Della serie: Signori, abbiamo scherzato. O quasi.
La PEC è un giocattolino che abbiamo inventato in Italia in modo confusionario e con modalità molto più complicate del necessario.
Abituati come siamo a bizantinismi d’ogni genere e con la complicità di una innegabile complessità normativa.

Ed ora la PEC, tanto pubblicizzata e vantata da chi l’ha resa obbligatoria, nata già vecchia e superata, potrebbe conoscere un lento ed inesorabile declino.
A meno che il resto del mondo si adatti a noi e ci segua, ma la vedo dura.

Questa è l’Italia.

Meglio ancora, questo è l’approccio raffazzonato del nostro paese riguardo la tecnologia.
Vedremo come andrà a finire.

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